L’Irlanda on the road con i bambini: il nostro itinerario

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Ho sempre pensato all’Irlanda come una una meta particolarmente adatta ad un viaggio in famiglia.

Così la scorsa estate, grazie anche alla vicinanza a Londra, dove lavora il papà, in poco tempo abbiamo pianificato un viaggio di due settimane.

Biglietto aereo, macchina in affitto e pochi pernottamenti prenotati in anticipo. Il resto, organizzato in loco, quasi last minute.

L’idea era di privilegiare la meravigliosa costa, in una sorta di circumnavigazione dell’isola.

La verità è che la verde Irlanda è molto grande e piena di posti bellissimi da visitare.  E,  nonostante i giorni a disposizione, viaggiando con i bambini,  abbiamo dovuto selezionare e necessariamente rinunciare ad alcuni punti.

La nostra prima tappa è stata Kilkenny, la deliziosa cittadina medievale affacciata sul fiume Nore.

La strada per arrivarci corrisponde al nostro immaginario riguardo all’Irlanda. Foreste, fiumi ed ampi spazi verdi, dove è possibile seguire bellissimi percorsi a piedi.

I bambini sono rimasti affascinati dal grande castello sulla collina, circondato da un parco meraviglioso.

Si sono sentiti subito catalputati in una atmosfera del passato tra streghe e cavalieri.  Abbiamo poi fatto una passeggiata tra i bellissimi vicoli medievali e della immancabile sosta al pub, in perfetto stile locale.

La nostra casa è stata la fattoria di Oliver, un simpatico signore che gestisce il Kate’s Rest.

Un bed and breakfast in grande casa di campagna, dove il propietario vive, curando il suo bellissimo giardino e l’orto.

Lasciata Kilkenny siamo partiti alla volta di Cork, facendo però una sosta per visitare l’affascinante Rock of Cashel.

Uno dei siti archeologici più famosi d’Irlanda: una granitica forma rocciosa abbellita da torri, muri, merletti e torrette circondati da prati verdissimi. Conosciuta anche come Rocca di San Patrizio per via della visita del Santo che riuscì a convertire il re dell’epoca.

Molto carino anche il paesino di Cashiel, con le sue casette colorate ed i pub tradizionali.

 

Tappa successiva: Cork, la capitale morale d’Irlanda per via della sua vivacità culturale, lavorativa e universitaria.

Passeggiando per la città ci siamo lasciati incantare dal piccolo centro storico e dalla città marinara con i suoi ponti, moli e vecchi magazzini.

Partiti da Cork, ci siamo fermati a Bantry Bay, tra le penisole di Mizen Head e Beara. Qui abbiamo fatto una gita con un battello tradizionale per avvistare le colonie di foche.  Avvistamento più che riuscito: le foche erano tantissime per la gioia di Giacomo e Viola.

 

Abbiamo poi proseguito per Kenmare nella contea di Kerry, una piccola e graziosa cittadina dove abbiamo dormito prima di partire alla volta del Ring of Kerry.  Da non perdere a Kenmare, il The Mews, dove abbiamo mangiato delle ottime ostriche (quelle irlandesi sono buonissime e non costano un occhio della testa come da noi!).

Il Ring of Kerry  è uno dei percorsi più spettacolari e panoramici che esistano in Europa.

Inizia e finisce nella cittadina di Killarney, proprio come un anello, lungo 200 chilometri.

Lungo la strada è possibile visitare  le cittadine costiere, i villaggi di pescatori, fermarsi a osservare il panorama fatto di ripide scogliere a picco sul mare e ampie spiagge che si ritraggono la sera con la marea, dominati da antiche fortezze e torri di avvistamento.

Oltre alle bellissime scogliere e spiagge sterminate, avendo un marito appassionato di storia celtica, tappa d’obbligo è stata Staigue Fort, a Castlecove. Un forte ad anello dell’età preistorica, con muri di pietra alti 5 metri, dove i bambini si sono divertiti a salire, ridendo a squarcia gola davanti le mie urla di panico.

Lasciato il Kerry, ci siamo diretti alla penisola di Dingle, che il National Geographic  ha definito  “Il luogo più bello sulla Terra”. Lungo la Wild Atlantic Way. Anche qui panorami mozzafiato e stradine serpeggianti che si snodano nella campagna.

Per smorzare i ritmi serrati in macchina, ci siamo fermati a Dingle, cittadina sulla baia. Caratterizzata da divertenti casette di legno colorate e, soprattutto per il suo famoso delfino.

Fungie, la mascotte, che vive nelle acque del porticciolo e dintorni dal 1983. Ovviamente i bambini ci hanno costretto alla gita su una delle imbarcazioni che portano a scoprire la baia ed il suo divertente delfino.

Splendidi sono i panorami di  Slea Head, in particolare verso le Isole Blasket e gli scogli disseminati tutt’attorno, residui di un’antica esplosione vulcanica.

Da lì ci ci siamo rimessi in viaggio, con sosta a Kilrush, attraversando il mare in traghetto. Esperienza tanto piaciuta ai bambini.

La nostra meta era, immancabilmente,  Cliffs of Moher, l’attrazione turistica numero uno in Irlanda.

Imponenti scogliere alte 214 metri con 8 chilometri di sentieri, a strapiombo sul mare.

Abbiamo poi raggiunto Galway, la città famosa per la sua creatività artistica e per la sua contagiosa atmosfera elettrizzante. Con il un vasto calendario di festival ed eventi: dalla musica e dalle corse di cavalli, per arrivare fino alla letteratura e alle ostriche.

Qui ci siamo divertiti a passeggiare per le vie affollate con pub tradizionali con musica celtica e negozi di articoli di artigianato locale.

Da non perdere McDonagh’s, una sorta di fast food, con annesso ristorante. Il locale è gestito da pescatori del posto e si mangia il miglior pesce fresco della città. Dalle ostriche, all’ottimo fish and chips, a piatti di frutti di mare. Vere leccornie. Ce lo ha consigliato la nostra host ed è stata una scoperta.

Viaggiando poi verso Nord, abbiamo raggiunto la Contea del Donegal.  Il suo fascino sta nella bellezza naturale della costa, con penisole esposte al vento, costiere a precipizio e una miriade di spiagge dorate, tra le più belle d’Europa. Luoghi monastici, resti dei Vichinghi e antichi forti pre-cristiani sono solo alcune delle bellezze di questa Regione.

Ci ha particolarmente colpito Fanad Head.  La penisola di Fanad è uno degli angoli imperdibili del Donegal. Abbiamo seguito il percorso in machina fino a raggungere il suggestivo Fanad Lighthouse. Giacomo e Viola lo hanno davvero apprezzato.

Molto bella anche la lunghissima spiaggia più vicina al paese di Portsalon. L’abbiamo visitata in un momento in cui il mare si era ritirato ed è stato molto divertente per i bambini scoprire la flora e la fauna di quel mare così diverso dal nostro.

Dopo il Donegal, abbiamo varcato il confine dell’Irlanda del Nord, senza veramente neanche accorgecene.

Apparentemente nessuna differenza di rilievo con l’Irlanda del Nord.

Ma è bastato visitare la città di Londonderry e certi luoghi per farci tornare alla memorie le terribili scene della violenza, rimasta nella storia.  Che purtroppo si è nel frattempo di nuovo perpretrata.

Derry o Londonderry è l’unica città completamente fortificata d’Irlanda e una delle più belle in Europa.

Il modo migliore per visitarla è fare il tour a piedi delle fortificazioni di pietra. Abbiamo ascoltato le affascinanti storie dei brutali assedi del XVII secolo, dei cittadini affamati e dello spaventoso suono dei cannoni.

Altra tappa,  irrununciabile, la Giants Causeway. Per raggiungerla abbiamo percorso la Causeway Coastal Route, la fantastica strada costiera panoramica che corre tra Londonderry e Belfast.

Una straordinaria formazione rocciosa di un gruppo di circa 40’000 colonne poligonali di basalto  unite tra loro.  Si è creata milioni d’anni fa da colate di lava.

C’è un certo alone di mistero che aleggia qui.

La leggenda infatti racconta che il Giant’s Causeway fu creato da un gigante chiamato Finn Mc Cool, il quale voleva costruire una strada sul mare per arrivare in Scozia e sfidare il suo rivale Benandonner.

E’ un sito del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Penultima tappa, ed ultima in Irlanda del Nord,  è stata per noi Belfast, dove abbiamo trascorso due giorni.

Il primo dedicato alla scoperta del centro cosmopolita della città.  Il secondo al tanto atteso dai bambini Titanic Belfast Experience

Sorge nel cantiere dove fu costruita la più celebre nave del mondo. La zona in cui si trova, quella dei docks è in grande sviluppo e in fase di riqualificazione.

Il Museo è un grande edificio le cui misure riprendono quelle del Titanic.  La forma evoca la nave stessa, ma anche il ghiaccio di un iceberg e le onde del mare, grazie all’acciaio e gli specchi di cui è rivestita.

Al suo interno un’esperienza mitica per i bambini che hanno conosciuto la vera storia della nave attraverso filmati interattivi ed ambienti riprodotti fedelmente. Chiaramente abbiamo comprato ogni tipo di gadget, ma anche libri adatti a loro e davvero interessanti.

Molto interessante è anche l’Ulster Museum. Al suo interno di particolare rilievo sono i tesori della Invencible Armada, naufragata sulle coste della Giant’s Causeway nel 1588,  ma anche collezioni di pezzi della storia locale, la numismatica, industriale archeologia, botanica, zoologia e geologia.

Last but not least… Dublino, la vivace capitale d’Irlanda. Qui ci siamo rilassati finalmente lasciando la macchina e passeggiando per le vie colorate del centro.

Tra i luoghi che abbiamo visitato, da segnalare:

  • la zona di Temple Bar. Il quartiere più animato della città, con teatri, gallerie d’arte ed i suoi pub storici;
  • il ponte James Joice dell’architetto Calatrava, costruito nel 2003. La vista dal ponte è meravigliosa al tramonto.
  • il Trinity College , una delle Università più famose d’Europa, e la sua famosa enorme biblioteca;
  • il Castello di Dublino con i suoi bellissimi giardini.
  • il Museo Dublinia: una ricostruzione in scala della città con scene di vita quotidiana e materiale audiovisivo. E’ divisa su tre piani, ognuno dedicato ad un’epoca diversa. I bambini hanno potuto toccare, esplorare e indossare i vestiti dei vichinghi.
  • il Museo del Leprechaun: dedicato alla mitologia irlandese e soprattutto al famoso gnomo conosciuto come leprechaun. Durante la visita siamo stati accompagnati da una guida, un attore, che ci ha raccontato le leggendarie storie degli gnomi, dell’arcobaleno e della pentola d’oro.

Il miglior modo per vivere la campagna irlandese con i bambini è soggiornare nelle fattorie locali, dove poer avere un contatto con la natura e con gli animali. Il sito dove poterle trovare è Irish Farm Holidays.

Un’alternativa, valida anche per i pernottamenti in città, è  Guesthouse in Ireland.

Da provare almeno una volta l’abbondante colazione irlandese. Succhi di frutta, cereali, burro, marmellata, buttermilk, porridge, bacon alla griglia, sanguinacci e salumi vari, salmone in diversi modi, pomodori alla piastra con erba cipollina, funghi. E le immancabili uova.

La soluzione food più gradita ai bambini da queste parti sono gli ottimi hambuger con patatine. La maggior parte dei pub ha il menu kids.

Anche nei locali dove servono frutti di mare e pesce locale si possono trovare piatti per i più piccoli, a comiciare ovviamente dai fish and chips.

Altra tip fondamentale per un viaggio in Irlanda d’estate per i bambini: l’abbigliamento.

La pioggia è molto frequente, non durante la stagione estiva, ma può capitare, come a noi.

Importante portare giacca a vento, pile, cappellino, pantaloni anti-pioggia e galoche. Magari poi non servono, ma diciamo che la pioggia non deve diventare un impedimento, data la sua probabilità.

Noi ci siamo dovuti limitare a questo. Ma avremmo voluto vedere tantissimi altri posti, a cui abbiamo dovuto rinunciare perchè l’Irlanda è veramente vastissima.

Che dire…ci toccherà ritornare per esplorare altri bellissimi luoghi.