La timidezza nei bambini: come aiutarli a superarla

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Ci sono bambini che sono più invisibili di altri.

Sono quelli che si sottraggono più facilmente, che in una discussione in classe non alzano mai la mano, che devono essere sollecitati per ottenere una risposta.

Sono i bambini di cui è facile dimenticarsi. Perché meno chiassosi, meno intraprendenti, meno protagonisti.

Sono i bambini che stanno buoni. Quelli che non danno fastidio. Quelli di cui ti scordi facilmente.

Ci sono bambini che prendono spazio e altri che quello spazio lo cedono.

La timidezza è un aspetto del carattere e come tale non va contrastato, ma accettato. Sempre se questo non condizioni l’esistenza del nostro bambino e non gli permetta di fare ciò che desidera.

Come adulti, insegnanti e genitori, abbiamo il compito di non dimenticarci di questi bambini, ma di aiutarli a trovare all’interno del gruppo dei pari uno spazio appropriato in cui poter esprimere se stessi.

Perché il rischio è che non riescano a manifestare ciò di cui hanno realmente bisogno, sempre nel rispetto della loro identità.

Ogni bambino deve trovare il proprio modo di essere e per fare ciò bisogna che conosca le proprie abilità e i propri limiti e sappia come affrontarli. Questo aiuterà tutti i bambini ma, in modo particolare, quelli timidi ad aumentare la propria autostima.

Sarà importante, in questi bambini, alimentare passioni e interessi in modo che trovino una percorso adatto a loro in cui esprimere quello che non riescono a dire con le parole.

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È fondamentale non colpevolizzarli o spronarli in modo esagerato, ma fargli capire che la timidezza è una parte di sé e come tale devono imparare ad amarla.

Che nessuno gli chiede di cambiare o di essere altro, ma è altrettanto importante dire ciò che si pensa.

Bisogna stimolare questi bambini, in modo garbato, senza sforzarli, facendogli capire che la loro opinione per noi ha valore, fornirgli uno spazio adeguato, come ad esempio un piccolo gruppo. Spesso, essere in due, aiuta a interagire e non sottrarsi nella relazione. In tre, a volte, si è già troppi.

Se la timidezza coincide con l’insicurezza allora bisogna incoraggiare, dire parole buone, puntare su ciò che il nostro bambino sa fare.

Ciò che deve fare un adulto è valorizzare i punti di forza, non perdere occasione per dirgli che è un bambino capace. Anche se è timido.

E se rispettiamo il suo modo di essere, se gli siamo accanto senza volerlo trasformare in qualcosa d’altro, sarà di sicuro un bambino felice. E quella timidezza, potrà diventere una virtù.