Come spiegare il terremoto ai bambini: i pericoli del linguaggio televisivo.

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spiegare il terremoto ai bambini

Lo share e il linguaggio televisivo non sono amici dei bambini.

In un’intervista con lo psicoterapeuta Giulio Ligozzi, presidente dell’Associazione di promozione sociale Aurora, più volte impegnata a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto, si è parlato di come spiegare il terremoto ai bambini, questo evento terribile che ha colpito più volte l’Italia.

Il terremoto, essendo un evento incontrollabile e imprevedibile, in quanto tale provoca uno stato di ansia e allarme anche negli adulti. L’essere stati precedentemente esposti a questo fenomeno, inoltre, aumenta l’intensità di questa ansia.

Dal lavoro sul campo, (a L’Aquila nel 2009 e ad Amatrice lo scorso agosto 2016), è stata riscontrata più serenità in alcuni bambini che vivono direttamente il terremoto rispetto a quelli che vedono per televisione le scene drammatiche del sisma.

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Il dottor Ligozzi spiega questo paradosso paragonando i reportage dei giornalisti a dei “film di paura”. I bambini assistono a scene drammatiche a distanza,

assistere senza essere presenti, spiega lo psicoterapeuta, comporta nel bambino un senso di impotenza che si tramuta in ansia.

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Questo stato emotivo viene aggravato dal ripetersi per giorni e giorni successivi all’evento delle scene più devastanti, comportando nel bambino una sensazione che “l’evento sia continuamente in agguato”.

Il dottor Ligozzi consiglia di spiegare l’accaduto in base all’età del bambino senza aggiungere ulteriori preoccupazioni.

Indicando, inoltre, come sia utile dare ai bambini i consigli divulgati dalla Protezione Civile.

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I bambini hanno bisogno di poter contare su qualcuno che spieghi serenamente le cose e li protegga manifestando una certa sicurezza e evitando di farsi cogliere dal panico.

Sapere cosa fare in caso di terremoto e attivarsi nel farlo riduce questo stato di ansia. Come evidenzia il dottor Ligozzi i bambini sorprendono con la loro capacità di vedere con occhi diversi gli eventi, anche i più terribili, come racconta nel sito dell’associazione www.assoaurora.it, in “esperienze svolte”.

A tal proposito ci ha narrato un aneddoto del 2009, avvenuto alla tendopoli “Il Globo”, che ospitava circa 1200 persone. Un bimbo di sei anni ha commentato:

è venuto il terremoto e ci hanno mandato in campeggio!

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In psicologia evolutiva diverse ricerche hanno mostrato come i bambini, anche molto piccoli, abbiano la capacità di comprendere questioni molto complesse, se ancorate al concreto e al loro campo esperienziale.

È sbagliato, inoltre, credere che evitare gli argomenti protegga i più piccoli, al contrario il silenzio e il non poter parlare non solo aumenta l’ansia, ma non è utile in quanto comunque si costruirebbero delle idee in merito.

Spesso la semplicità è la chiave vincente, il consiglio per tutelare la loro serenità è spiegare con parole vicine al linguaggio del bambino in un momento di tranquillità evitando l’esposizione ad immagini ansiogene.