Come affrontare le prese in giro dei compagni

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I bambini si prendono in giro, lo fanno spesso e lo fanno da subito.

Sei ciccione, sei uno sfigato, sembri una femminuccia o un maschiaccio.

Prendono in giro perché lo vedono fare da altri bambini, ascoltano gli adulti, imparano dal linguaggio televisivo, dai video-giochi, dalla società e dal suo funzionamento.

Imparano da subito che devono essere accettati, se sono maschi devono essere coraggiosi e forti, se sono femmine devono essere minute e tranquille.

Ogni messaggio pubblicitario che viene trasmesso ci ricorda qual è il modello a cui dobbiamo aderire.

Inoltre, ci vedono. Ci guardano mentre facciamo le diete, mentre ci compriamo quell’abito invece di quell’altro, mentre ci insultiamo per un parcheggio, mentre facciamo fatica a volerci bene.

Imparano dalla società a competere ma, con la stessa velocità, imparano cosa è giusto e cosa non lo è.

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Ho ben presente quando i bambini entrano in prima elementare. Dopo i primi giorni iniziano le prese in giro nei confronti dei piccoli/e più sensibili o più fragili, non solo nei momenti di gioco ma anche durante la lezione.

L’adulto può avvalorare questi comportamenti continuando a fomentare atteggiamenti competitivi o, immediatamente, creare un clima di solidarietà tra i bambini, insegnar loro a mettersi nei panni dell’altro, a starsi vicini.

Non esistono bambini cattivi, credo di averlo già scritto, ma adulti che non sono capaci di essere persone educanti.
Mi dispiace ripeterlo, ma molto dipende da noi.

Ci sono bambini, ad esempio, poco fisici e che non prendono in considerazione l’idea di difendersi quando vengono provocati o scherniti. Spesso, i loro genitori si preoccupano che non subiscano l’influenza dei più prepotenti, allora, gli consigliano di reagire alle provocazioni con altre provocazioni.

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Questo è uno degli errori più grandi che si possa fare, è un circolo vizioso che non porta da nessuna parte se non a ferire ed essere feriti ancora.

L’unico modo per aiutare i bambini a non subire prese in giro dei compagni è quello di capire come strutturarli, renderli autonomi emotivamente, come aiutarli a non diventare “vittima” e fare in modo che non diventi lui stesso carnefice. Ma, è altrettanto importante indagare e poi agire sul gruppo dei pari.

Se le presa in giro accadono a scuola, bisogna parlarne con le insegnanti e cercare insieme un modo per trovare strategie utili per risolvere la situazione.

Se, invece, il contesto è quello familiare e riguarda amici che si frequentano in orario extrascolastico, sarà importante fornire ai nostri figli altre occasioni di amicizia in cui potersi esprimere liberamente per quello che sono.

Giocarsi in relazioni nuove è importantissimo per i bambini, così come è importante aiutarli a capire con chi stanno bene e quando i rapporti diventano troppo simbiotici o dominanti.

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Il nostro compito, quello di adulti e di genitori, è di vigilare ma nello stesso tempo lasciare liberi i bambini di scegliersi le loro amicizie.

Quando ci accorgiamo che qualcosa non va, cerchiamo di parlarne con nostro figlio e con gli altri adulti di riferimento, ma non spaventiamoci, perché, spesso, i bambini trovano gli accorgimenti giusti per stare insieme e l’intervento dell’adulto non sempre è positivo.

Nello stesso tempo, è importante, far capire che siamo tutti diversi e che ognuno ha dei limiti e delle ricchezze a cui poter attingere.

Non essere prepotenti, ad esempio è una grande ricchezza. E, a mio parere, se consoliderete nei vostri bambini atteggiamenti verso gli altri che siano positivi e di collaborazione, potrete star certi, che le prese in giro non avranno su di loro più nessun potere.

E poi, siate d’esempio. Spesso, è la soluzione migliore.