I bambini hanno bisogno di limiti.

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I bambini hanno bisogno di limiti. Hanno bisogno di confini tracciati, perché dentro all’assenza di regole tendono a perdersi.

Dare delle regole non significa controllare ogni movimento e non lasciare spazi di libertà, ma fornire strumenti di delimitazione.

Spesso sono proprio loro a richiederli, attraverso i capricci o l’esasperazione di alcuni comportamenti, come il pianto.

I bambini non sono ancora in grado di discernere e ragionare in piena autonomia, a volte, non hanno nemmeno il senso del pericolo.

I nostri figli hanno bisogno di sapere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, per potersi comportare di conseguenza. Accondiscendere non li porterà ad essere più felici, ma persone che non saranno in grado di reggere le frustrazioni che la vita gli metterà davanti.

Dobbiamo sempre ricordarci che noi genitori siamo il tramite attraverso cui si approcceranno al mondo.

Questo non vuol dire essere autoritari ma usare il buon senso, ascoltare i loro bisogni e le loro richieste.

Ma le decisioni importanti devono appartenere all’adulto.

L’assunzione della decisione da parte del genitore o dell’educatore, spesso li rassicura e permette loro di affrontare le esperienze in modo più sereno. Anche quelle verso cui manifestano inizialmente ansia da prestazione.

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I bambini dentro all’indecisione, alla mancanza di regole precise (che possono essere mediate), all’adulto-amico o ragazzino, crescono confusi e incerti.

La loro personalità non ha la possibilità di formarsi in maniera autonoma ed equilibrata.

Pensate solo a come possa sentirsi un bambino di fronte alla prima frustrazione sociale con i coetanei (ad esempio al parco giochi) o con gli adulti (scuola, centri estivi…), quando a casa, in ambito famigliare, vengono soddisfatti tutti i suoi desiderata.

In questo caso siamo stati noi genitori a metterlo in difficoltà non fornendogli quei No necessari alla sua crescita.

Spesso, a scuola, vedo bambini disorientati da genitori disorientati, non in grado di assumersi la decisione della scelta.

Se durante il periodo di crescita dei nostri figli noi non riusciamo ad essere genitori “regolanti”, man mano che diventeranno grandi le loro richieste aumenteranno e ci troveremo davanti a scatti d’ira o scene di frustrazioni altissime al primo No.

I bambini viziati avranno seri problemi a relazionarsi con l’ambiente circostante e il mondo esterno, con il rischio di diventare adolescenti depressi, lavoratori insoddisfatti, persone infelici e frustrate.

Il mestiere del genitore è il più difficile del mondo, lo abbiamo sempre detto.

Nessuno ci insegna come assolverlo ma, proprio perché la materia umana di cui disponiamo sono i nostri figli, è necessario interrogarsi sempre intorno all’educazione.

Creare relazioni serene tra genitori e figli è possibile se la responsabilità di quella relazione ce la carichiamo sulle spalle.

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Non dobbiamo essere i migliori amici dei nostri bambini o ragazzi, non è quello che ci chiedono.

Loro hanno bisogno di sapere che sappiamo guidarli in modo coerente sulla strada dell’esistenza. Accettando cadute e perdite.

Hanno bisogno di limiti e contenitori in cui costruire la propria identità, identità che non può formarsi senza dei No risoluti e possibilmente motivati.

Magari inizialmente non ci comprenderanno, magari ci criticheranno ma con il tempo capiranno che era questo il nostro compito. Non sostituirci, non soddisfare ogni desiderio, ma “esserci” anche attraverso il senso del limite.

Credo si chiami amore.