A chi vuoi più bene: a mamma o a papà?

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A chi vuoi più bene

A chi vuoi più bene: a mamma o a papà?

Vi è mai capitato di sentire questa frase? L’hanno mai detta a voi quando eravate piccoli o ai vostri figli?

Ci sono anche ricerche scientifiche su questo argomento. La mia curiosità non è sul risultato o i dati statistici riguardo le risposte. Non è neanche sull’andamento culturale dello stereotipo “la mamma è sempre la mamma” o la corsa, il recupero del terreno di quei papà che spendono energie e dedizione verso i propri figli tanto da essere definiti dei “mammi” o “iperpapà”, accudenti, attenti.

A chi vuoi più bene

La mia curiosità si rivolge a chi fu nella storia il primo a fare questa domanda.

Mi chiedo l’identikit di chi la pone oggi. La vecchiettina che va a fare la spesa, l’impicciona vicina, l’impettito mal riuscito simpaticone che vuole rompere il ghiaccio con il bambino?

Questa sadica domanda presuppone che si creda che il cuore sia semplicemente uno spazio fisico equivalente alla grandezza del proprio pugno della mano.

Ma a chi crede ciò si deve ricordare che il cuore è un muscolo e come ogni muscolo più lo si esercita più lo si potenzia. Di conseguenza avere spazio privilegiato solo per una persona lo indebolirebbe.

A chi vuoi più bene

Anche amare nella nostra società individualista e competitiva quindi è una spietata gara? Chi verrà nominato, chi butti dalla torre, chi arriva primo la mamma o il papà?

A chi daremo la coppa? Chi soffrirà di essere arrivato secondo, essere in ombra.

Quale bambino si sentirà lacerato dal dover scegliere, dover prendere posizione se mostrare fedeltà all’uno o all’altro; cosa tristemente e dolorosamente consueta quando i genitori sono separati.

Perchè in fondo i figli, comunque vada nella coppia, restano il regalo più grande per l’uomo e la donna chiamati a diventare responsabili di un’altra vita.

A chi vuoi più bene

Perché mettere in competizione il padre e la madre se a soffrirne poi saranno in 3?

C’è chi crede che l’essere umano sia fatto di cuore mente anima e spirito oltre al corpo, insomma come quegli scienziati che dicono che esistono più dimensioni spazio-fisiche di quelle che siamo abituati a concepire. Senza scomodare la fisica, pensate a quante persone e/o animali avete amato profondamente nella vostra vita e pensate se il cuore fosse uno spazio chiuso, finito, delimitato, l’avreste potuto fare?

Vi consiglio di leggere ai vostri figli un libro illustrato dedicato a loro: “Sole & luna” di Khoa Le. Lo consiglio non solo perché ha delle bellissime illustrazioni e permette anche a chi è interessato di esercitarsi in inglese, avendo sia le frasi scritte in italiano che accanto quelle in inglese, ma anche per le potenzialità del testo.

A chi vuoi più bene

Questo libro nasce per parlare della gelosia tra sorelle: chi è la preferita? Si presta però ad essere generalizzato. Chi ami di più, il sole o la luna? Come si può scegliere tra il sole o la luna? Lo si può traslare e utilizzare anche in questo caso. Come si può scegliere tra l’amore di una madre e quello di un padre? Quale essere crudele potrebbe imporre una tale scelta?

Io dico sempre a mia figlia nel cuore c’è tanto spazio.

Ancora non gliel’ho detto ma S. Agostino disse “ama e fai quel che vuoi”. Se vi capita uno di quei soggetti strani che pone questa domanda segnalatelo, non c’è bisogno che gli rispondiate, né mettiate vostro figlio o figlia nella penosa situazione di farlo.

Abbiate comprensione il loro cuore è ristretto, indolenzito, atrofizzato in molti casi.