Rischi alimentari in gravidanza: 6 semplici regole da seguire

Quando sta per nascere un nuovo membro della famiglia fervono i preparativi per organizzare la nuova stanzetta e il corredino, in modo da accudire e proteggere il nuovo arrivato e fargli trovare tutto l’amore e il benessere necessario.
La futura mamma non deve però dimenticare che il benessere e la salute del suo bambino iniziano con la gravidanza.
e la rendono più sensibile a contrarre malattie a trasmissione alimentarecausate dai microrganismi presenti nel cibo e inavvertitamente ingeriti come Toxoplasma, Salmonella, Campylobacter, Listeria, Escherichia coli, Virus dell’epatite A (HAV) e Norovirus.febbre, mal di testa, dolori addominali, gastrite, nausea, vomito e diarrea.
Nel feto invece possono purtroppo essere causa di conseguenze molto gravi come ritardi nello sviluppo, malformazioni e aborto.
Come evitare rischi?
Come evitare rischi?
1.
Non consumare carne, pesce, frutti di mare e uova crudi o poco cotti.

2.
Evitare totalmente alcuni alimenti: salumi freschi o poco stagionati (soprattutto se prodotti a livello familiare), pesce affumicato, latte crudo, formaggi poco stagionati a pasta molle prodotti a partire da latte crudo (es. brie e camembert) o erborinati (gorgonzola);

3.
Lavare accuratamente frutta e verdura da mangiare crudi (soprattutto se provenienti dall’orto di casa).
il bicarbonato è inefficace;

4.
Mentre si cucina fare attenzione alle contaminazioni fra prodotti crudi e prodotti pronti al consumo, oppure fra utensili e superfici sporche e gli alimenti.
rendono vano lo sforzo di lavaggio dei prodotti dell’ortofrutta
5.
Anche durante la conservazione in frigorifero è necessario separare bene fra loro prodotti come le uova, la carne e il pesce, avendo cura di separarli bene anche da verdure e da cibi cotti pronti al consumo.

6.
Eventuali avanzi di cibo vanno consumati dopo un adeguato riscaldamento ad alte temperature.
vi consiglio di visitare il sito web “Alimenti & Gravidanza”, realizzato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie all’interno di un progetto di ricerca sulla comunicazione dei rischi alimentari alle donne in gravidanza finanziato dal Ministero della Salute.
