L’improvvisazione e la libertà del Jazz per i bambini – il “GiocaJazz”

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Dal concerto al disco, tutti gli ingredienti di una formula di successo

Il disco Jazz per bambini

Il 7 dicembre è uscito il disco “GiocaJazz”, raccolta di brani originali di Jazz per bambini, composti dal Maestro Massimo Nunzi.

Oltre a essere trombettista, fondatore e direttore dell’Orchestra Operaia, compositore, autore di colonne sonore, musicologo e divulgatore, Massimo porta avanti con grande amore e passione anche questo progetto interamente dedicato ai bambini.

“GiocaJazz” nasce come un format musicale originale, una serie di spettacoli con musica dal vivo per bambini, che avvicina i piccoli al mondo del Jazz e della musica in generale.

Il Jazz per i bambini

Attraverso l’ascolto di canzoni originali e di classici Jazz del passato, si crea dal vivo una forte interazione tra pubblico e musicisti e una reale partecipazione dei bambini che diventano i veri protagonisti del concerto.

Lo spettacolo, e chi ha avuto la fortuna di vederlo con i propri figli lo sa, è trascinante, coinvolgente, grazie alla forza comunicativa dei brani proposti, alla capacità di coinvolgimento degli esecutori (tutti musicisti di alto livello), e, non da ultimo, grazie alle doti istrioniche di Massimo Nunzi, un vero e proprio “pifferaio magico”.

Ho testato il tutto personalmente su mia figlia Lucia, 6 anni: in questo caso, i bambini sono i migliori critici in assoluto!
I brani sono educativi (insegnano anche i primi rudimenti di teoria musicale), divertenti, introducono i bambini al mondo del Jazz con un approccio giocoso e per nulla didascalico.

E’ un gioco, perché, come il gioco, il Jazz ha delle regole ferree ma lascia tanto spazio all’improvvisazione e alla libertà.

E i bambini sentono questa cosa naturalmente, e la riconoscono.

Il Jazz per i bambini

“GiocaJazz” adesso è diventato un disco con 13 tracce, edito da Jandomusic.

Abbiamo chiesto al Maestro Massimo Nunzi di raccontarci qual è l’idea alla base del disco e del progetto in generale.

Come si compongono delle canzoni Jazz per bambini?

Quali sono le caratteristiche delle canzoni contenute in questo disco?

Innanzitutto queste canzoni non sono scritte come sono scritte normalmente le canzoni per bambini: contengono infatti degli intervalli musicali e delle armonie atipiche, che stimolano la capacità di intonare la musica (“La melodia”, “Pianto il riso”, “Superfank”).

Quindi, in qualche modo, spingono a ragionare in maniera diversa.

Le frasi sono articolate e complesse ma molto facili da cantare perché le parole li divertono (“Hic”, canzone sul singhiozzo); possono imparare cosa sono le scale (“Facciamo le scale”), viste come case, che contengono tutte le atmosfere della musica; possono imparare il ritmo (“Ritmo”); la melodia (“La melodia”); l’armonia (“Il Jazz è una nuvola”).

In quasi tutti i brani c’è un botta e risposta che consente a chi ascolta di rispondere alle frasi, apprendendo direttamente dal modello di riferimento, che è la voce della cantante o degli strumenti musicali, e ripetendo tutti insieme (“Datemi una tromba”).

Ascoltare Il Jazz per i bambini

 

Come definirebbe questa raccolta?

 

È un disco che definirei “bio”, un prodotto naturale, suonato con strumenti veri, senza additivi elettronici.

E questa sicuramente è una grande novità, perché praticamente nessun disco per bambini oggi è suonato con strumenti veri.

I bambini possono scoprire e riconoscere gli strumenti musicali con il loro suono reale; i temi trattati nelle canzoni sono fra quelli più popolari tra i bambini: i supereroi, gli animali, il calcio, gli scioglilingua e tutto quello che riguarda Sua Maestà l’Immaginazione.

Il Disco Jazz per i bambini

 

Cos’altro rende questo disco originale e come entra il Jazz nei brani scritti per ascoltatori così piccoli?

Questo non è un disco fatto per i bambini con le consuete formule espressive ma è un disco per bambini studiato per stimolare la loro naturale curiosità musicale.

Attraverso gli stili musicali che ho utilizzato, i bambini vengono a contatto con il Jazz moderno, cantando brani nello stile dei maestri del Jazz, da Monk a Ellington a Horace Silver, che spesso cito in maniera subliminale, attraverso le scelte armoniche e melodiche che ho adottato.

E’ un disco che non compiace il solito stereotipo del jazz tradizionale, a volte macchiettistico, che si pensa debba necessariamente divertire i bambini, ma rompe gli schemi e consente di entrare nel mondo della musica da un punto di vista leggero e divertente ma pur sempre denso di contenuti e di stimoli.

Il Jazz per i bambini

Quale potrebbe essere un buon risultato da ottenere attraverso un approccio di questo tipo alla musica?

 

Come è successo già molte volte con i piccoli spettatori dei concerti, se nei bambini nasce il desiderio di suonare uno strumento, per me l’obiettivo è centrato.
In ogni caso, grazie a questo genere di ascolti, si è portati a comprendere meglio la musica e ad avere possibilità di analisi un po’ più sofisticate dei bambini della stessa generazione, che ascoltano esclusivamente musica televisiva.

Insomma, mi piace pensare di contribuire a formare dei futuri amanti della musica, con un gusto diverso e raffinato, capace di apprezzare tutti i generi di musica di qualità.