Le novità normative a tutela di mamme e papà

by / Scrivi un commento

Donne e lavoro, Smart Working, riequilibrio dei carichi familiari fra donne e uomini, servizi in più per sostenere il costo dei figli: a beneficio di tutti, un recap su tutte le novità normative a tutela di mamme e papà di oggi.

Novità normative a tutela di mamme e papà

La notizia della nostra storia raccontata da Roberta Scorranese sul Corriere della Sera, ci ha fatto capire che non siamo le sole ad aver pagato a caro prezzo il diritto alla maternità.

Basta ascoltare i racconti e le domande, che ci hanno fatto e continuano a fare le tante mamme, fra i trenta e i quarant’anni, per comprendere che questo, davvero, non è un Paese per noi.

Una carrellata di esperienze, pensieri, dubbi, e tanti interrogativi.

Si sentono preoccupate, minacciate dalla precarietà o dal peso del doppio lavoro, in casa e fuori, deluse dalle politiche sociali e famigliari.  E ora, insieme,  con un filo di voce, chiedono aiuto alla genitorialità.

Intanto un primo passo per trovare soluzioni è conoscere i propri diritti.

Perché la buona notizia è che qualcosa si sta muovendo e le misure approvate di recente, sembrano aver individuato finalmente nuove priorità a nostro favore.

Vediamo allora punto per punto cosa è cambiato e cosa hanno fatto in concreto le Istituzioni.

Le novità normative per la mamme e più in generale sulla natalità, dal 2014 ad oggi.

Novità normative a tutela di mamme e papà

Congedi e indennità.

Il congedo parentale è ora utilizzabile in un arco di tempo più lungo: fino agli 8 anni dei bambini quello pagato al 30% e fino ai 12 quello non retribuito. Può essere utilizzato anche frazionandolo in singole ore e il preavviso per la richiesta è passato da 15 a 5 giorni. L’indennità di maternità è stata estesa alle lavoratrici iscritte alla gestione separata dell’Inps e garantita anche in caso di mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro (Jobs act Decreto legislativo n. 80 del 2015)

Dimissioni “in bianco”.

E’ in atto una nuova procedura telematica per le dimissioni volontarie con un codice identificativo progressivo, una data di trasmissione e una scadenza. In questo modo si mette definitivamente fine all’odiosa pratica delle finte dimissioni fatte firmare soprattutto alle giovani donne al momento dell’assunzione e utilizzate poi di fronte a una gravidanza, al matrimonio, etc. La nuova procedura ne previene l’abuso e sono comunque previste multe fino a 30.000 euro per il datore di lavoro che alteri i dati. (Jobs actDecreto legislativo n. 151 del 2015)

Voucher baby sitting e asili.

Dal 2017 sono previsti 600 euro al mese, per sei mesi, per pagare baby sitter o asilo nido per le mamme lavoratrici dipendenti o parasubordinate che tornano al lavoro dopo la maternità da usufruire al posto del congedo facoltativo. La sperimentazione del voucher è in atto anche per le lavoratrici autonome ma per tre mesi. Saranno le mamme a scegliere se il contributo servirà per pagare le spese della retta dell’asilo nido, pubblico o privato, oppure per avvalersi dell’aiuto di una baby sitter. (Legge n. 208 del 2015). Con la legge n. 232 del 2016 sono stati riconfermati i voucher baby sitter con più risorse previste per il 2017.

Bonus bebè. 

E’ previsto un assegno mensile destinato alle famiglie o singole mamme, sia lavoratrici che disoccupate, per i bambini nati o adottati tra il 2015 e il 2017. Il contributo viene erogato nei primi tre anni di vita del bambino, è distribuito in base al reddito e può essere richiesto solo dai nuclei familiari con ISEE sotto i venticinquemila euro. (Legge n. 190 del 2014).

Bonus asili nido. 

A partire dal 2017, ai nati a decorrere dal 1° gennaio 2016, per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati, nonché per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni, affetti da gravi patologie croniche, è attribuito un buono di 1.000 euro su base annua e parametrato a undici mensilità (Legge n. 232 del 2016).

Sostegno alla natalità.

E’ stato istituito presso la presidenza del Consiglio dei Ministri un Fondo di sostegno alla natalità, volto a favorire l’accesso al credito delle famiglie con uno o più  nati o adottati, a decorrere dal 1° gennaio 2017, mediante il rilascio di garanzie dirette, anche fideiussorie, alle banche e agli intermediari finanziari (Legge n. 232 del 2016).

Maggiore chiarezza per i neo-genitori.

Per garantire il diritto dei neogenitori ad essere informati su tutte le misure a loro favore è stata introdotta la possibilità, tramite un codice personalizzato – consegnato all’anagrafe al momento della denuncia della nascitadi accedere a una banca dati Inps, che conterrà tutte le misure, nazionali e regionali, previste: congedi, voucher, bonus bebè, etc. (Legge delega n. 124 del 2015).

Welfare aziendale. 

I lavoratori e le lavoratrici che guadagnano fino a 80.000 euro annui potranno beneficiare di una tassazione ridotta al 10% sui premi di risultato fino a 3.000 euro (4 mila in caso di coinvolgimento paritetico dei dipendenti nell’organizzazione del lavoro), oppure di una cifra equivalente in ticket cartacei o elettronici, su cui non verrà applicata alcuna tassazione, utilizzabili presso fornitori di servizi accreditati (per esempio asili nido o servizi di assistenza agli anziani) (Legge n. 232 del 2016).

Incentivi alla contrattazione aziendale per misure di conciliazione lavoro-famiglia.

Sgravi contributivi per un ammontare di 110 milioni per le aziende che adottano misure per aiutare i dipendenti a conciliare famiglia e lavoro. Il fondo è destinato alle aziende che, tramite accordi sindacali, introducono misure che agevolano la vita di chi ha carichi familiari. (Job act,decreto n.80 del 2015).

La maternità non è un’assenza.

E’ stato riconosciuto il congedo obbligatorio di maternità come periodo che concorre per il calcolo del premio di produttività aziendale. I 5 mesi di congedo di maternità erano infatti considerati dalle aziende un’assenza e quindi la neo-mamma perdeva spesso la possibilità di partecipare, come i suoi colleghi uomini, all’assegnazione del premio di produttività (Legge n. 208 del 2015).

Maternità e riscatto di laurea.

E’ stata introdotta la possibilità di cumulare il riscatto del periodo di laurea con il riscatto dei congedi parentali fuori dal rapporto di lavoro (Legge n. 208 del 2015).

Più soldi per gli asili nido.

100 milioni stanziati per il rilancio del piano di sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia (Legge 23 dicembre 2014, n. 190)

Sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni.

I servizi educativi dell’infanzia e le scuole dell’infanzia sono stati esclusi dai servizi a domanda individuale. Questo vuol dire che l’asilo nido entra a far parte a pieno titolo del percorso di educazione e istruzione che proseguirà per tutta la vita del bambino. (Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 65)

Cos’ è cambiato, invece per il papà lavoratore

Novità normative a tutela di mamme e papà

Congedo.

La legge n. 232 del 2016 ha prorogato, per il padre lavoratore dipendente, il congedo obbligatorio pari a due giorni, anche per il 2017. Ma non solo: sono stati anche messi ufficialmente in cantiere per il 2018 altri tre ulteriori giorni di congedo, che quindi diventeranno in totale cinque, di cui uno facoltativo, in accordo con la madre e in sua sostituzione.

Sia il congedo papà obbligatorio sia quello facoltativo sono retribuiti con un’indennità pari al 100% della retribuzione globale e con accredito dei contributi figurativi

Anche lo Smart Working è legge, ecco cosa significa

Stesso stipendio, parità contrattuale e diritto alla disconnessione, il lavoro agile tra le mura di casa sembra essere la risposta a misura di famiglia che stavamo cercando dal mondo del lavoro.

Non si tratta di una nuova tipologia contrattuale, ma piuttosto è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato , da eseguire in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale (stabiliti dalla legge e dalla contrattazione collettiva). Per dare il via a questo rapporto di lavoro “smart” serve un contratto scritto tra le parti, con la possibilità unilaterale di recedere: può essere a tempo determinato o indeterminato.

Il vincolo non è più l’orario ma il risultato, con l’obiettivo ormai accertato di motivare i dipendenti.

Il Paese che abbiamo in mente non costringe, tra un lavoro che si ama e si fa con passione e la libera scelta di creare una famiglia. Anzi, siamo convinte che in un Paese moderno e democratico i due ruoli vadano tranquillamente a braccetto.

A conti fatti con un po’ d’informazione in più,  è evidente che qualcosa in questo senso sia andato in porto e molto ancora ad oggi sembra in via di definizione.