Separazione: come gestirla quando ci sono i figli?

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La separazione dal proprio compagno è come un lutto. Soprattutto se ci sono dei figli in comune.
Finisce la favola in cui avevamo creduto. Finisce la storia d’amore, e accettarlo non è facile.

I sensi di colpa ci distruggono e, talvolta, peggiorano la situazione.

Quando mi scrivete ci sono domande che si ripetono, e nonostante non ci siano ricette di soluzione ma, essendoci passata, sento di poter dire la mia.

Innanzi tutto dobbiamo ricordarci che per quanto ci si sforzi di non litigare davanti ai bambini, loro vedono.

Percepiscono alla perfezione tutto il linguaggio non verbale. Gli sguardi. Sentono gli umori. Il non detto. La tristezza. I silenzi. Avvertono, anche se crediamo di essere degli illusionisti.

E i bambini quando non capiscono entrano in confusione. Si disorientano.

come gestire la separazione con i bambini

Quindi sarebbe meglio trovare le parole giuste per spiegar loro cosa sta succedendo e farlo insieme.

Rassicurarli sul fatto che mamma e papà gli vorranno sempre bene, anche se non vivranno più nella stessa casa. E non farci spaventare dalla loro sofferenza, ma reggerla.

Se riusciamo a tranquillizzarli che, pur cambiando le cose (i bambini sono dei conservatori estenuanti), il bene rimane immutato, sapranno come affrontare la separazione senza troppi traumi.

É fondamentale raccontare la verità.

E non bugie del tipo: papà è fuori per un viaggio di lavoro. I nostri figli non sono stupidi e penseranno che la verità sia troppo difficile da affrontare. E impareranno a mentire quando non staranno bene.

Un’altra paura o dubbio che ritorna spesso è quello sulla divisione del tempo giusto in cui stare con i propri figli. Le madri si preoccupano che i figli debbano stare senza di loro, soprattutto se non è mai successo.

Lasciare i propri figli con il padre non vuol dire lasciarli da soli.

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Vuol dire permettere che un rapporto si solidifichi. Cresca. Si trovi degli spazi d’autonomia.

L’amore non prevede possesso. I nostri figli devono stare bene al di là di noi, altrimenti rischiamo di creare rapporti di dipendenza e simbiotici.

E lo stesso vale per quei padri che considerano i propri figli oggetti esclusivi. Il valore del tempo lo diamo noi attraverso la qualità, non la quantità.

É certo che devono avere orari e tempi chiari. Ascoltando le loro istanze e stabilendo i giorni in cui staranno dall’uno o dall’altro in base ai loro bisogni. Non ai nostri.

Inoltre è importante fare ciò che si dice.

Non creare false aspettative se non si è certi di mantenere un impegno. Anche qui, dire la verità è la scelta migliore.
Perché se i bambini sono conservatori estenuanti, è pur vero che hanno altissime capacità di adattamento.

Non è la separazione di per sé a creare danni ai nostri figli, ma come la si gestisce.

Con la paura di far soffrire, spesso, aumentiamo la sofferenza dei nostri figli, in un circolo vizioso che ci vede tutti sconfitti.

Ci vuole coraggio per separarsi, ancora di più per farlo bene.

Spero di esservi stata utile e se avete desiderio di fare altre domande, io sono qui.