Quando piange devo prendere in braccio il mio bambino?

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prendere in braccio

Quante volte ci siamo poste la domanda: faccio bene o no a prendere in braccio subito il mio bambino quando piange? Quanto tempo dovrei aspettare? Quello che tante mamme come noi, ma anche tanti papà, nonni e nonne temono, è il rischio di dare al bimbo un’abitudine che a lungo termine sarà difficile da gestire, principalmente per il suo bene.

La maggior parte dei neonati piangono, perché è il loro modo di comunicare con noi grandi, per farci capire cosa accade, per la fame, per un dolore, per il caldo o per il freddo, e durante i primi mesi di vita la risposta di noi genitori a questa richiesta è naturalmente immediata, si vive in simbiosi, specialmente la mamma, ed è impensabile non rispondere subito alla richiesta del piccolo, in qualunque momento della giornata (o soprattutto della notte :)).

Per quanto riguarda il legame emotivo tra genitori e bambino, molti psicologi infantili ritengono che queste prime interazioni (prenderlo in braccio quando piange, allattarlo al seno, accarezzarlo) influiranno moltissimo sulle future capacità relazionali del piccolo nel grande mondo che è pronto ad accoglierlo. E’ stato affermato più volte che lasciarli piangere, oltre che essere molto stressante per i bimbi (e per le mamme :)) e condizionare negativamente il loro sistema emotivo, può influire anche sul loro sistema immunitario, a causa dell’ansia in loro generata.

E’ normale per noi genitori temere di fare la cosa sbagliata quando li prendiamo in braccio, ma in realtà, dal mio punto di vista, dovremmo pensare che stiamo dando loro la possibilità di un contatto fisico piacevole, umano, e soprattutto tanta sicurezza che gli servirà per la vita: la sensazione di sentirsi “protetti” dalle braccia forti di un adulto.

Per esperienza personale questi sono i miei suggerimenti, ma ditemi se li condividete:

prendere in braccioSe piangono significa che hanno bisogno di qualcosa, per cui ascoltiamoli prima possibile, parlandogli e rassicurandoli

prendere in braccioNon mettiamo mai un limite a baci, abbracci e carezze, anche e soprattutto quando non piangono: questo contatto fisico andrà a loro beneficio, giorno dopo giorno.

prendere in braccioNon pensiamo o temiamo di “rovinarli” prendendoli in braccio quando piangono, li stiamo solo fortificando, infondendo loro sicurezza: NOI CI SIAMO, per difenderli e proteggerli, e un domani nel grande mondo se lo ricorderanno, saranno più sicuri di sé e più facilitati nelle relazioni con gli altri.

Un grazie particolare alla mia mamma, che non mi ha lasciato piangere: non sarei stata mai così tenace e sicura di me, negli alti e bassi della vita!

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About the Author

Priscilla Galloni

Co-founder & Head of Marketing of Family Welcome. blogger. web designer. illustrator. market analyst. geek. mom.